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Gennaio 2007
Il Governo di transizione ha teoricamente il controllo su tutto il Paese e le Corti islamiche si sarebbero ritirate. Cresce l'insofferenza per l'intervento americano e la presenza di militari etiopici.
Settembre 2006
La situazione è molto difficile. Viene uccisa assieme a una guardia del corpo una delle ultime religiose (5 suore) rimaste in Somalia, che lavorava in un ospedale pediatrico dell'ong austriaca "Sos - villaggi dei bambini". L'ospedale è stato evacuato e rimane ben poco in Somalia. L'agguato è avvenuto nella capitale Mogadiscio, dove continua la guerra tra le Corti islamiche (che ora prevalgono controllano la capitale e altre aree del Paese) e i signori della guerra somali.
Le Corti islamiche hanno condannato l'atto come "un atto barbaro contrario agli insegnamenti dell'Islam".
Settembre 2005
Il Paese vive ancora in una situazione di pace armata, anche perché c'è chi ha interesse nel lasciarlo nella confusione. Il governo è ospitato temporaneamente a Johwar, piccola città di 20000 abitanti, in attesa che Mogadiscio ridiventi sufficientemente sicura. Il primo ministro Alì Mohamed Gedi dice che l'opposizione nata a Mogadiscio da parte dei vecchi signori della guerra e di gruppi estremisti islamici è solo una minoranza. Secondo Abdullahi Yusuf, in Somalia non c'è legge, non c'è amministrazione, non c'è polizia, solo freelance della guerra. Occorrerà lavorare molto. L'Europa e l'Italia seguono l'evolversi degli eventi con attenzione. E' in Somalia l'inviato speciale del Governo, Mario Raffaelli.
Ottobre 2004
Abdullahi Yusuf, oppositore storico di Siad Barre, è il nuovo Presidente dal 14 ottobre. E’ stato eletto dal nuovo Parlamento con 189 voti su 275
Per ragioni di sicurezza le istituzioni somale resteranno ancora per qualche tempo a Nairobi in Kenia.
Occorrerà disarmare i miliziani (per questo servono caschi blu ONU), far ripartire l’economia e i servizi statali, almeno ad un livello minimo.
Ottobre 2002
Il 15 ottobre parte l'ennesima conferenza di pace. E' la tredicesima dal 1991, anno in cui il dittatore Siad Barre fugge lasciando il Paese nel caos. Dal 1991 il Paese è in guerra civile, ad eccezione della regione Somaliland che ha un suo Governo; il Paese è diviso in pratica in feudi governati da signorotti locali, costantemente in guerra.
C'è ottimismo per la forte presenza della comunità internazionale (Italia, Lega Araba, Unione Africana) e l'adesione dell'ultimo momento di alcuni leader militari che pareva intendessero boicottare la conferenza. Ci sono 300 rappresentanti provenienti da tutti i clan e da tutte le regioni.
15-4-2002
Pace tra Somalia ed Eritrea con definizione dei confini, grazie anche all'impegno italiano.
Libri:
Somalia - Germana Leoni von Dohnanyi e Franco Oliva - Editori Riuniti
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